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Di cosa si tratta?

Ci sono migliaia di organizzazioni come IL VILLAGGIO DEL CUORE in Italia, se vuoi sapere quali operano vicino a te, uidu.org è la piattaforma che stai cercando. Puoi scegliere il settore di intervento che prediligi, la città o l'area di riferimento, registrare l'organizzazione di cui fai parte, sostenere le tue organizzazioni preferite.

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IL VILLAGGIO DEL CUORE

Attività

Cosa facciamo nel dettaglio

Sembra ieri, invece sono già passati ben 6 (sei) anni dal fatidico 9 Luglio 2008, quando accompagnai mi figlia Elena per la sua consueta lezione di Equitazione presso il Centro Ippico “IPPOGRIFO” a Pesaggia di Scorzè (VE). Li c’erano i soliti amici di “cavallo” e tra essi vi era anche Maria, la mamma della bellissima Eleonora, bimba di anni 9 (nove) diversamente abile o per meglio precisare AUTISTICA, la quale durante la sua vita fino almeno a quel giorno, NON AVEVA MAI PARLATO.

Quel 9 (nove) Luglio era per me un giorno che ancora oggi potrei definire diverso e nello stesso tempo indimenticabile per le emozioni fortissime che mi regalò. Già dal mattino alzandomi la mia compagna Idalia, (adoratrice incondizionata di tutti gli animali…. fosse per lei la casa sarebbe uno zoo multirazziale; già allora avevamo 6 (sei) cani taglia piccola, 2 (due) gatti, 2 (cani della prateria) 1 (uno) criceto ed un acquario di acqua dolce di capienza lt. 200) mi disse che il gattino trovato la sera precedente nel Cassonetto dei rifiuti aveva trovato casa dalla nostra amica Paola, quindi il soggiorno presso di noi terminava quella sera. Durante il corso della giornata, le belle o meglio oserei dire bellissime emozioni continuarono, fino a quella bellissima che è stata poi la molla o meglio l’input per creare ed elaborare il progetto denominato VILLAGGIO del CUORE. Torniamo a quel pomeriggio, ore 15.30 puntuali Elena, Eleonora, Roberto, Francesco ed altri 3 bambini si stavano recando nei box a prendere i loro rispettivi cavalli per apprestarsi a seguire la loro lezione di Equitazione all’interno del quadrato loro dedicato. Noi genitori eravamo riuniti a chiacchierare nell’apposita area dedicata, quindi potevamo benissimo vedere ciò che i nostri figli stavano facendo. Ad un certo punto vediamo che la cavalla di nome Clare di Eleonora si impunta e non vuole più camminare, insomma aveva deciso di fare i capricci. Ovviamente ci apprestiamo tutti per andarla ad aiutare, insegnanti inclusi. Arriviamo quasi contemporaneamente a circa 1 (uno) metro di distanza da Eleonora e da Clare, che nel frattempo le si era avvicinata e la stava accarezzando e sentiamo la piccola dire “Clare io ti voglio bene andiamo” Lascio a voi che leggete ogni immaginazione di ciò che è successo. Maria dalla gioia è quasi svenuta, noi genitori siamo scoppiati in valli di lacrime e gli insegnati quel pomeriggio sembrava volassero sopra i fatidici 3 (tre) metri sopra il cielo, insomma praticamente il Centro Equitazione in un attimo si è trasformato in una festa durata fino a sera. In quel festosissimo marasma generale, arriva la mia compagna Idalia che dopo aver capito il miracolo avvenuto, molto seraficamente mi dice: “Scusa Giorgio, ma perché non proviamo a progettare un qualcosa che sia l’esatto contrario di quello che ci NON OFFRONO le ISTITUZIONI, per le persone portatrici di Disabilità? “ Ovviamente, ancora inebriato dalla gioia di quanto era appena successo, la guardo come si guarda un marziano e le chiedo: “Mi puoi tradurre con parole semplici quello che mi hai appena detto?” Lei, mi guarda come se fossi un Marziano e mi dice con l’aria più serafica di questo mondo (espressione che io adoro e odio perché mi fa sentire un inetto): “Come al solito…. Traduco …… Tutti pensano e ragionano da persone NORMO-DOTATE quali sono, quindi progettano secondo ciò che è giusto per loro, ma sei noi provassimo a ragionare e pensare come le persone portatrici di Handicap, forse riusciremmo a progettare un qualcosa di diverso e a misura loro, per le loro famiglie e perché effettivamente possano integrarsi nella società, o meglio ancora, le persone normodotate possano integrarsi nel mondo delle persone portatrici di Handicap, finito discorso” Ovviamente la guardo ancora più inebitito o meglio sconvolto dalle sue parole, però nello stesso tempo mi si squarcia il cielo mentale in una visione di arcobaleno di colori, come quando, dopo un fortissimo temporale torna il sereno e da quel momento, lei lo sa perché mi conosce molto bene, mi ha insinuato un tarlo tale, che fino al momento in cui non riesco a veder realizzato ciò che mi è stato prospettato unitamente a ciò che la mia mente vorrebbe, non trovo pace. Il vulcano mentale ed il tarlo insinuatomi ormai sono partiti, quindi prendo il telefono e comincio a fare un giro di chiamate ai vari amici invitandoli per la sera stessa a casa nostra per… una cena di lavoro. Nonostante qualcuno rimanga stupito non lo da a vedere ed accetta di buon grado, sanno che quando convochiamo cena improvvisa occorre mettersi in moto per aiutare qualcuno più bisognoso di noi, quindi nessuna obiezione. Arriva sera ed io ormai sono euforico perché in testa le idee frullano vorticosamente, Stefano che mi conosce molto bene è il primo ad arrivare e prima ancora di dirmi ciao mi dice…. Stavolta cosa ti passa per la testa? La mia risposta è: “Io non ho colpe, stavolta è Idalia, quindi gli riassumo brevemente la giornata e gli espongo ciò che mi ha proposto la mia compagna” Lui subito entusiasta comincia a fare un altro giro di telefonate, ed in breve in casa ci ritroviamo circa 20 persone appartenenti ai mondi più diversi ma che tutti convergiamo sull’unico argomento, dobbiamo creare una struttura che faccia in modo che la persona disabile sia il centro attorno al quale devono gravitare le persone normodotate. Così comincia l’opera. Per prima cosa decidiamo di fondare un’Associazione, la quale sarà proprietaria del progetto, in quanto in corso d’opera durante i tantissimi incontri e colloqui con famiglie aventi all’interno una persona disabile avevamo notato che tutti Istituzioni e Partiti Politici compresi si riempivano la bocca dicendo facciamo, abbiamo, aiutiamo, capiamo… ma nessuno poi effettivamente era o voleva prendere veramente in mano il cosiddetto toro per le corna e fare qualcosa di veramente concreto sia per le famiglie che avevano all’interno persone disabili, che per le persone disabili stesse, praticamente abbiamo avuto la piena consapevolezza che la persona disabile per le persone normodotate, è una persona inutile, uno scarto, un rifiuto, praticamente, in una Società dove il consumismo e l’apparire sono l’unico credo, per le persone con disabilità spazio non c’è. Durante tutti questi anni passati a lavorare al progetto, in pochissimi ci hanno considerato, in tanti ci hanno trattato con sufficienza, ed in moltissimi ci hanno chiesto aiuto e ci hanno spronato a non mollare. Abbiamo capito che moltissime famiglie avevano bisogno di assistenza e aiuto ma che nessuno glielo dava. Ho notato inoltre, che le istituzioni erano e sono, lontane dall'aiutare veramente chi ne ha bisogno ed in particolar modo le famiglie con figli e parenti disabili. Intanto, nonostante le tantissime difficoltà, l’Associazione cresceva e così pure il progetto pian piano si andava delineando. Non è stato facile, molte persone con il cuore hanno dato l'anima , molte altre invece hanno approfittato per altri fini.

Il mio sogno sarebbe quello di veder trasformare il progetto cartaceo “Villaggio del Cuore” in qualcosa di solido e concreto e quindi dimostrare sia alle istituzioni che ai privati, che a coloro che ci hanno deriso e sfruttato che esistono persone di cuore che vogliono muoversi concretamente affinchè si porti al centro ed alla conoscenza della società i bisogni veri di tanta gente in difficoltà . RITENGO CHE SIA L'UNICA COSA DA FARE PER FARCI SENTIRE, per far capire che ESISTONO PERSONE IN GRADO DI PRENDERE IN MANO SITUAZIONI VERE E REALI E RENDERLE CONCRETE E REALIZZABILI. In tutti questi anni spesi alla realizzazione del progetto, mi sono confrontato con molte persone che mi hanno detto: Giorgio, grazie per ciò che state creando siete le prime persone che prendono veramente per mano la situazione delle persone disabili la loro emarginazione e la conseguente emarginazione delle loro famiglie, ti preghiamo non fermatevi!!! La vostra Associazione ed il suo progetto devono diventare un faro non solo per le famiglie con persone disabili, bensi per tutti, date una scrollone vero a questa società fatta solo di consumismo e di corsa all’apparire, create un’onda umana che faccia riscoprire i veri valori, quelli veri, autentici, puri. La Società di oggi ha creato mostri ed emarginato tutta una serie di persone a partire dalle famiglie in difficoltà con persone disabili dimenticate dalle istituzioni , dalle persone sole , dai genitori separati, dagli emarginati, dalle casalinghe che svolgono un vitale compito per la famiglia e non vengono minimamente considerate, dalle persone che hanno perso il lavoro e causa età non trovano altra collocazione, ci sono, tante situazioni, tutte comunque persone la cui dignità è stata dai poteri forti calpestata e gettata via come straccio vecchio e consunto.