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Di cosa si tratta?

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Rifugio Ramondetti Cassardo Onlus

Attività

Cosa facciamo nel dettaglio

PERCHÉ ESISTE QUESTO RIFUGIO ?

PERCHÉ DEVE CONTINUARE AD ESISTERE ?

Perché è tanta la necessità di compassione verso gli animali.
Noi ci siamo specializzati in “cani”.
Questo è un rifugio per adozioni. Ossia : li salva, li aiuta, li cura, li guarisce e poi cerca un padrone affettuoso che li adotti e li tenga con sè per tutta la vita.
Il sito internet
www.rifugiotrofarello.org contiene fotografie e notizie sugli ospiti e su di noi.
Finora, i cani “dati in adozione definitiva e felice” sono settemila.
Ci sono però le eccezioni: i cani vecchi che nessuno più si prende in casa.
Ma hanno il diritto di vivere. 
Noi li accettiamo,  ma chiediamo per loro un aiuto, anche modesto, e lo definiamo “adozione a distanza”.

Preciso : questo è un rifugio che rappresenta una eccezione: ossia, non  ha e non chiede finanziamenti pubblici
Mantiene la propria indipendenza per avere sempre la rapidità di decisione che ritengo indispensabile ad un lavoro di soccorso.

Il carico è notevole, sempre : ci darete una mano a tirare la carretta ?
Volete sapere come e perché si mette in piedi un “rifugio per cani”? Se avete un momento di tempo, leggete, ve lo racconto in prima persona:  

Può sembrare strano che una persona arrivata alla . . . terza giovinezza e già molto impegnata in un lavoro difficile, decida di complicarsi ulteriormente la vita con un Rifugio per cani. E organizzi, là dove risiede e già lavora, un Rifugio di Protezione dei cani.
Un’impresa non facile, ve lo assicuro !
Non come società, perché debbo ammettere che non mi è riuscito di trovare nessuno  disposto ad associarsi a me.  Del resto, che cosa offrivo ? Molta fatica, tanti problemi, tanto lavoro, tante spese, il sacrificio delle vacanze, e tutto questo per dei cani senza padrone ! Meglio non dire a nessuno che si è passata la notte in bianco per tenere una fleboclisi e salvare la vita di un poveretto a quattro zampe. C’è rischio di sentirsi raccomandare una visita psichiatrica !
Ma, allora, perché ho cominciato ?
Certo per amore e compassione verso gli animali, ma anche per reazione, perché ne avevo abbastanza di sentire soltanto belle parole, mai seguite da un gesto generoso. Mi ci sono buttata !
Ho dovuto impegnarmi a fondo per togliere quanti più cani potevo – migliaia – dal canile municipale, nel periodo in cui venivano eliminati dopo tre o sette giorni dall’arrivo, a seconda delle disposizioni Comunali. Avevo cominciato, non potevo tornare indietro.
Un incubo di morte . . .
Siete mai entrati in un canile di disperati ? Nella penombra, avete mai visto quegli occhi che vi guardano con un ultimo barlume di speranza ?  Non un rumore.   Non abbaiano. 
Muti, la gola stretta, l’angoscia della morte prossima.    Morte e dramma incombono.    La penombra, l’atmosfera da incubo, palpabile fino a divenire insopportabile, indimenticabile per sempre ! 
L’angoscia diventa oppressione. Vorrei   urlare    per  loro,  al loro posto ! 
Mi tengo la gastrite acuta ed istantanea che dura da una visita all’altra e si ravviva ogni volta!
Praticamente : cronica !
Ma, intanto, riscatto, curo, faccio adottare. Quanti ne ho liberati di lì ? Più di duemila. 
Benvenuta anche  la gastrite.  E' valsa la pena di prendersela e di tenersela.
Il risultato è stato positivo.
Andate sul sito
www.rifugiotrofarello.org. 
Quante storie di questi  cani vi ho scritto !
Ma, per riguardo a voi, non ne ho pubblicata nessuna di quelle tragiche. Ne ho conosciute ? E quante ! Ma non si deve imporle agli amici. Restano chiuse nella mia memoria dove fanno ancora un gran male. Non ne parlo, non ne scrivo ...ma, in fondo, riuscirei a farlo ?
Finalmente, nel ’91, una legge impedisce la grande  carneficina.

Ho accettato migliaia di cani da padroni indegni che li avrebbero buttati sulla strada. Taluni dicevano che gli “rendevano la libertà”.
Ma quale libertà ?
Solo quella di morire in un fosso lungo la strada, le ossa spezzate, immobili,  ma ancora vivi  e  senza difesa contro i morsi dei ratti.
Ho voluto essere soltanto un rifugio ordinato, sicuro, nel quale riprendersi ed attendere un nuovo padrone capace di amarli.
Questa   attività di salvataggio ed assistenza ha accompagnato la mia terza giovinezza!  
Dopo qualche anno di questa “attività”, ho domandato al mio computer  quanti cani, passando per il Rifugio, avevano ritrovato un buon padrone. La cifra era lì, sullo schermo, ed io ne ero sorpresa : 7.000.
Pensate, settemila  creature,  che avevo visto arrivare disperate, spesso malate, spesso ferite, o torturate  e che avevano ritrovato una famiglia in cui vivere felici.
Ma, allora, valeva la pena di  tutto quel lavoro, di tutte quelle rinunce.Soprattutto, valeva la pena di continuare !
Per questo,  ho voluto un sito per raccontarvi (settore “Racconti”) i ricordi lasciati dalle creature passate per il mio Rifugio:
www.rifugiotrofarello.org
e per dire che non c’è nulla di straordinario in quello che ho fatto, basta decidere di farlo, e metterci un po’ di costanza,  di quelle che sconfinano con la . . .  testardaggine !

Tantissimi gli adottati, eppure,  c’è  sempre qualcuno che non ha mai un po’ di buona sorte ! 
Ci sono  qui al Rifugio dei cani che non hanno avuto la fortuna di essere adottati, o perché del tutto privi di attrattive o perché giunti vecchiotti o perché gli è venuto a mancare il padrone e  nessuno ha mai  voluto dare una casa al povero vecchio cane.
Domando : avete mai visto la disperazione ? 
Basta guardare gli occhi di un cane anziano che scopre che il suo padrone lo ha portato lì ..... perché non lo vuole più. C’è, in quello sguardo, l’orrore di chi comprende in quel momento che il mondo sta crollando, che la luce si spegne ! Sono rimasti qui al Rifugio, con me. Ora,  sono i miei cani. 
I loro nomi: li troverete tutti  con le  loro povere storie ed i loro musetti sul sito,  in “Adozioni a Distanza”.
E, a proposito dei cani anziani "abbandonati" al Rifugio dai loro stessi padroni, forse proprio soltanto perché "anziani" ( cosa che sta avvenendo sempre più spesso)  e purtroppo non riadottabili perché nessuno   (o quasi, perché qualche eccezione c'è,  e si tratta di persone dal cuore veramente grande), si   porta a casa un povero cane vecchio, qualcuno mi ha obbiettato:
Ma  perché  Lei  li accetta se poi deve tenerseli per quanto vivono ?".
E  la mia risposta è una domanda
"Allora, perché vecchi, debbono essere lasciati morire nell'abbandono ?",  e mi rispondo  
"NO !".

Anzi, ho messo a disposizione della ASL veterinaria di Moncalieri tre box per ricoverare i cani degli anziani indigenti obbligati dalle tristi circostanze della loro vita ad accettare di finire in Casa di Riposo, abbandonando quello che è stato, forse, il loro unico vero amico. 
Ed ho un Progetto o, meglio, un “sogno”: quello di trovare il sostegno necessario a mettere altri box a disposizione per questo stesso scopo. Un modo di alleviare la tristezza di quei vecchi indigenti che dalla vita hanno avuto solo amarezze e che, ora, diciamolo pure, per la società ... non contano più nulla !
Per queste creature che continuo a curare ed assistere  con amore, vorrei  fare una proposta: quella di diventare amico del rifugio, di pensare ad un piccolo dono che aiutasse il Rifugio nel suo lavoro.
Pensate, se ciascuno di voi, adulto o ragazzino,  volesse sacrificare un caffè o un cappuccino al mese, alla fine dell’anno quanto potrebbe dare per aiutare queste creature ?
E se foste in cento ?
E se  foste in mille ?
Lasciatemi sperare, lasciatemi sognare di trovare l’aiuto di moltissimi amici.

Conosco la mia età, so di non essere immortale, so che un giorno o l’altro dovrò rinunziare a questo lavoro, ma non voglio che la porta del Rifugio si chiuda davanti ai bisognosi.
Per  tutti  gli amici sfortunati che hanno bisogno di un rifugio, questa porta deve restare aperta !
Il  Rifugio deve continuare.

Si dice che lo spettacolo continua. 
The show must go on . . . . . . . 
Io credo che la nostra tenerezza, la nostra compassione, il nostro cuore debbano “go on”.
Ci sarà sempre  bisogno di aiuto, di doni piccoli o grandi, di amicizia sincera perché io possa essere sicura che quanto è stato fatto finora continuerà, insieme con voi,
e che quando io non potrò più “essere alla réception”,   (e se leggerete su
www.rifugiotrofarello.org/Racconti :  “Premiata Ditta”       saprete dove sarò andata a sbarcare e che cosa starò beatamente facendo !)  tuttavia, la porta del Rifugio resterà aperta per tanti anni ancora.

Pensate anche, mentre   vi  auguro  mille  anni felici, alla possibilità di un lascito a favore del Rifugio. Quello che chiamo “un dono nel  futuro”, che potrà aiutarci non solo a continuare,
 ma a fare di più, perché ce n’è tanto bisogno. 
Sarà il Vostro modo di continuare a combattere la crudeltà contro gli animali !
Grazie di quello che farete per me e soprattutto per loro !

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Permettetemi di aggiungere il pensiero di uno tra i più illustri giuristi del ‘900, il francese René Guyon, sul diritto degli animali alla compassione. Trasmettete, spiegate questo pensiero – che è un parere giuridico – ai  bambini: da questo modo di pensare dipende il loro mondo, quello  di …  domani :
LOGICA INCONFUTABILE
Sugli animali ed i doveri che noi, umani, dovremmo sentire verso questi nostri “fratelli minori” fioriscono frasi di ogni genere, pietose, poetiche, ma nessuna regge il confronto con questo parere di logica inconfutabile, del grande giurista moderno René Guyon:
        “...  risalendo all’origine dell’essere, si trova una sola eguaglianza fra tutte le sensibilità.
Il dolore ha per tutti la stessa origine:  esso produce, in tutti gli esseri, gli stessi strazii con la  stessa intensità.
Dal dolore, l’uomo può anche difendersi, ha le leggi fatte da lui, ha tutte le risorse della terra.
Ma l’animale non ha nulla: null’altro che
la sua povertà,
la sua umiltà,
il suo bisogno di  tenerezza,
la sua preghiera,  inascoltata, che non lo si faccia soffrire.
L’animale è alla mercé di tutte le viltà.
E’ debole, disarmato, perseguitato.

... preghiera inascoltata . . . . .  che non lo si faccia soffrire : non vi danno un brivido queste parole ?
Come vorrei che le parole di René Guyon potessero essere incluse in tutti i testi scolastici, in tutte le prediche in Chiesa, per ottenere che la crudeltà verso gli animali diminuisse, che i bimbi imparassero che cosa significhi essere esposto, senza neppure avere la parola per chiedere pietà, alla crudeltà di certi umani !  Sarebbe come un seme, che rimane nella memoria per germogliare, forse, un giorno.

Nota : questo testo è disponibile anche in lingua francese ed inglese,  così come già appare sul sito www.rifugioramondetti.org


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