• Home-volunteer-sector

    Puoi cercare per settore di intervento.

    Prova a scrivere "Ambiente" o "Animali" per trovare tutte le organizzazioni, iniziative e servizi della tua zona.


  • Home-volunteer-city

    Puoi trovare quello che cerchi vicino ad una città.

    Prova a scrivere "Bergamo" o "Milano", oppure "associazioni bergamo", "cooperative torino".


  • Home-volunteer-activity

    Una ricerca che capisce quello che stai cercando.

    Puoi cercare tutti gli "Andrea di bergamo", le "Associazioni che si occupano di ambiente a Torino", "Assistenza anziani a Napoli"

Chiudi

Ben arrivato/a su uidu.org!
Di cosa si tratta?

Ci sono migliaia di organizzazioni come COOPI Sardegna in Italia, se vuoi sapere quali operano vicino a te, uidu.org è la piattaforma che stai cercando. Puoi scegliere il settore di intervento che prediligi, la città o l'area di riferimento, registrare l'organizzazione di cui fai parte, sostenere le tue organizzazioni preferite.

Small_logo-2-1678218918

COOPI Sardegna

Attività

Cosa facciamo nel dettaglio

LA NOSTRA STORIA

Padre Vincenzo Barbieri (1931-2010) è stato l'anima di COOPI. Fondatore dell'associazione e Presidente negli ultimi decenni, ha dedicato tutta la sua vita ai più deboli, impegnandosi in prima persona nell'assistenza agli immigrati stranieri in Italia e in progetti di sostegno a distanza di bambini africani.

padre Barbieri (1931-2010), Fondatore di COOPI. ph. U. Panella.

padre Barbieri (1931-2010), Fondatore di COOPI. ph. U. Panella.

Per l'anagrafe ufficiale, quella dei notai e delle carte bollate, COOPI nacque il 15 aprile del 1965, quando l'associazione fu formalmente fondata a Milano. Per raccontare la storia di questa straordinaria esperienza, però, voglio partire da un po' più lontano, dalla Francia della fine degli anni Cinquanta. A quei tempi frequentavo la facoltà di Teologia di Lione. Mi ci aveva mandato l'ordine dei gesuiti, di cui ero entrato a far parte nel 1950. Terminata Teologia e ordinato sacerdote, sarei dovuto partire per il Ciad come missionario, un sogno che coltivavo sin da giovanissimo. Passai quattro anni in Francia. Entrai in contatto con i movimenti che appoggiavano la lotta di liberazione del popolo algerino, mi impegnai nell'assistenza agli immigrati italiani che arrivavano oltralpe in cerca di lavoro e, soprattutto, scoprii il volontariato laico internazionale.

^

IL SERVICE LAICAT MISSIONAIRE

In Francia esistevano diversi organismi per l'invio di volontari nei paesi del Sud del mondo. Nel febbraio 1961 venni a contatto con il responsabile del Service Laicat Missionarie che mi suggerì di lanciare anche tra i giovani italiani la proposta di missionariato laico.

Accolsi il suggerimento e presentai l'idea in vari articoli su Nigrizia e altre riviste missionarie. Il risultato fu sorprendente: mi scrissero tantissimi giovani, tutti molto interessati alla proposta. Mi trovai a dover affrontare un dilemma che avrebbe per sempre cambiato la mia vita: partire io come missionario, e l'Africa avrebbe avuto una sola persona; o restare a organizzare tutti i laici che avevano risposto al mio appello, e l'Africa avrebbe forse avuto centinaia di persone valide. D'accordo con i miei superiori, scelsi la seconda possibilità e a Lione aprimmo una casa per accogliere i primi volontari italiani e prepararli alla partenza per le missioni.

^

IL MESSAGGIO SI DIFFONDE

Ordinato prete e tornato in Italia, nell'ottobre del 1963, con un gruppo di laici affittai due case a Milano, una in via Agnesi, destinata agli uffici e all'abitazione delle ragazze, e l'altra in corso di Porta Romana, per me e i ragazzi. Eravamo una vera e propria comunità, condividevamo tutto: soldi, speranze e impegno.

Uno degli obiettivi che ci ponemmo fin dall'inizio fu di diffondere la nostra esperienza, di darle visibilità, così da allargare il gruppo e reperire nuovi fondi. Era l'anno in cui spopolava la canzone "Siamo i watussi" e due nostri volontari, Bruno ed Enrica Volpi, sposatisi da poco, stavano per partire per il Rwanda. Telefonai alla televisione e scrissi ai giornali. Tutti volevano l'esclusiva: la Rai, Gente, Famiglia Cristiana... I Volpi erano i primi italiani a partire come volontari. Uno scoop: "Coppia di sposini tra i watussi". In pochi giorni ricevemmo più di 600 lettere: giovani e meno giovani, credenti, non credenti, da ogni parte d'Italia, chiedevano maggiori informazioni sulle nostre attività.

^

NASCE COOPI

Il 1965 fu uno degli anni più densi e importanti della nostra storia.

Il 15 aprile, con 18 volontari laici, costituimmo ufficialmente COOPI — Cooperazione Internazionale. Sotto la spinta del Concilio Vaticano II in Italia cominciavano in quegli anni a nascere le prime associazioni di volontariato e anche noi decidemmo di fare il 'grande passo'.

Avevamo già 25 persone in 10 paesi dell'America latina e dell'Africa; avevamo bisogno di rafforzare la nostra struttura, di darci un'organizzazione più solida: lo statuto giuridico ci avrebbe aiutati a crescere. Inoltre, assieme ad altre quattro organizzazioni, fondammo la Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV). Fu l'anno in cui cominciammo a collaborare con don Milani, per portare avanti la proposta di obiezione di coscienza al militare. Ancora: fu l'anno in cui mettemmo a punto con l'on. Pedini il testo di legge per la sostituzione del servizio militare con 24 mesi di servizio civile nei paesi in via di sviluppo.

^

LA SCELTA LAICA

La fine degli anni Sessanta vide il diffondersi nell'opinione pubblica italiana di una grande attenzione per le tematiche terzomondiste. Il vento rivoluzionario del Sessantotto arrivò a toccare anche il mondo clericale. Cattolici e laici cominciarono a organizzare lotte comuni per un obiettivo di giustizia tra i popoli. Contro la guerra in Vietnam si formò un forte movimento non violento, comunisti e religiosi spesso marciavano fianco a fianco. COOPI si schierò senza esitazioni per la pace e la fine dei bombardamenti sui civili. Seguendo l'esempio dell'Abbé Pierre, nel 1968 organizzammo campi di lavoro in Italia, il cui ricavato veniva destinato a opere di solidarietà. L'ambiente era misto, molti dei partecipanti non erano credenti, ma a noi non interessava: l'importante era accettare di lavorare duro e gratuitamente per aiutare gli altri. Il nostro 'giro' si ingrandiva e i non cattolici si sentivano incoraggiati dallo statuto laico che ci eravamo dati. I gesuiti, tuttavia, non potevano accettare il fatto che io, membro dell'ordine, fossi alla guida di un'associazione laica, non dipendente da loro e che mi portava a vivere fuori dalla casa religiosa. Fu così che, all'inizio del 1969, di comune accordo, lasciai l'Ordine, rimanendo sacerdote, ministero che esercito nelle case di accoglienza per i poveri fondate da Fratel Ettore.

Milano, Cascina COOPI, attuale sede della nostra Associazione (foto di alcuni anni fa...).

Milano, Cascina COOPI, attuale sede della nostra Associazione (foto di alcuni anni fa...).

Nel giugno del 1969, il Comune di Milano ci offrì come sede una cascina da ristrutturare in via de Lemene, alla periferia della città. La cascina divenne presto un punto di riferimento per molti giovani milanesi e non solo. Vi stabilimmo le nostre abitazioni, gli uffici e il magazzino. Le attività erano coordinate da 2-3 volontari e organizzavamo corsi di formazione per chi partiva per il Sud del mondo.

^

I PRIMI PROGRAMMI GOVERNATIVI

L'associazione conobbe un notevole sviluppo durante gli anni Settanta. Fu soprattutto Paolo Giorgi, che avevo conosciuto a un campo di lavoro a Bologna, a svolgere un ruolo fondamentale per il rafforzamento e l'evoluzione dell'Associazione. Mentre io ero ancora legato ai piccoli interventi di aiuto ai missionari, Paolo, assieme a tanti altri, lavorò per il passaggio a programmi più importanti, finanziati dal Governo italiano, dalla CEE e dall'ONU.

Nel 1976 il Ministero degli Affari Esteri, che fino ad allora aveva riconosciuto e sostenuto solo i volontari inseriti in progetti privati promossi dai missionari o da comunità locali, ci chiese alcuni operatori per il primo programma governativo a Malta. Due anni più tardi ricevemmo dalla CEE l'incarico di occuparci di un progetto di sviluppo presso un ospedale in Camerun e nel 1980 partecipammo per la prima volta con nostro personale a un intervento di emergenza, in Somalia, a favore dei rifugiati etiopi della guerra dell'Ogaden: una nuova svolta che testimoniava della solidità e dell'importanza raggiunte da COOPI.

^

L'ETÀ ADULTA

Nel corso degli anni Ottanta l'aumentare delle responsabilità, conseguente all'ampliarsi del nostro impegno, ci richiese una riorganizzazione continua. Passai progressivamente le funzioni amministrative a professionisti che rientravano da progetti nel Sud del mondo. Le quattro persone che nel 1982 lavoravano part-time presso la nostra sede diventarono una decina a tempo pieno nel 1990. Su pressione dei finanziatori, che chiedevano conto del nostro radicamento nella società civile, cominciammo ad affiancare alle attività di cooperazione internazionale un'opera di sensibilizzazione in Italia. COOPI era definitivamente diventata adulta.

^

CONTINUITÀ NELL'INNOVAZIONE

Oggi COOPI è una delle più grandi e importanti organizzazioni non governative italiane. Ha un direttore generale, diversi responsabili d'area e centinaia di operatori impegnati in Africa, Sudamerica, Asia ed Europa. Soprattutto: oggi COOPI ha una forte base sociale e migliaia di amici in Italia e nel mondo.

Certo, l'associazione è molto cambiata rispetto al 1965, ma riesce a fare cose che 40 anni fa non saremmo mai riusciti a fare. Oggi i progetti e gli interventi richiedono notevoli specializzazioni, capacità professionali, strutture organizzative e risorse finanziarie. Tuttavia, i valori e l'entusiasmo dei nostri attuali cooperanti sono ancora gli stessi dei miei vecchi volontari. La storia di COOPI è la storia di una costante evoluzione, una continua innovazione per rispondere con sempre maggiore efficacia ai bisogni dei più deboli del pianeta. Un'evoluzione e un'innovazione che però non hanno mai tradito lo spirito originario dell'associazione.

^

IL NOSTRO CONTRIBUTO ALLA LEGGE SULL'OBIEZIONE DI COSCIENZA

Nel dopoguerra furono presentati diversi disegni di legge per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza al servizio militare, nessuno dei quali fu tuttavia approvato per l'indifferenza della maggioranza parlamentare e l'ostilità delle gerarchie dell'esercito. Nel 1965 COOPI collaborò strettamente con l'on. Pedini alla stesura di una nuova proposta in merito.

I tempi non erano ancora maturi perchè potesse passare una legge esplicita sull'obiezione di coscienza e così si ricorse a una scappatoia: la proposta affermava che si assolveva al dovere di difendere la patria non solo uccidendo il nemico in guerra, ma anche facendoselo amico con atti di solidarietà. L'8 novembre del 1966 il Parlamento approvò la legge Pedini (1033) che dispensava ogni anno dal servizio militare cento giovani che decidevano di partire come volontari per il Sud del mondo. Pur se insufficiente e non priva di ambiguità, la 1033 rappresentò un importante passo in avanti. Sei anni dopo, sotto la spinta del movimento pacifista e di numerose associazioni, tra cui ancora COOPI, la legge 772 riconobbe finalmente il pieno diritto all'obiezione e al servizio civile sostitutivo per motivi morali, religiosi e filosofici.

^

IL COORDINAMENTO CON LE ALTRE ONG

COOPI fu tra le organizzazioni fondatrici sia della FOCSIV (Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario, nata nel 1965) sia del COSV (Comitato di coordinamento delle Organizzazioni per il Servizio Volontario, costituito nel 1966). D'ispirazione religiosa la prima, il COSV aveva invece una connotazione decisamente laica: il fatto che COOPI ne facesse parte contribuì a premere sul Governo per una valorizzazione del volontariato laico, che portò all'approvazione delle leggi 1033 dell'8.11.1966, 1222 dell'1.1.1972 e 49 del 26.2.1986 tuttora vigente.

Negli anni più recenti COOPI è entrata nel comitato di "Italia Aiuta" — in occasione dell'emergenza Darfur nel 2004, divenuto nel 2009 "AGIRE" (Agenzia Italiana Risposta alle Emergenze) — e ha creato insieme alle maggiori ong italiane la rete "Link 2007".

Per una visione completa delle affiliazioni e dei partner di COOPI in Italia e nel mondo clicca qui.

^

ANNO DOPO ANNO: LE "MILESTONES" DI COOPI

Le tappe di COOPI, dal 1961 al 2011: clicca qui.

- See more at: http://www.coopi.org/it/chisiamo/associazione/nostra-storia/#sthash.KilYnkEd.dpuf