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Basilicata Mozambico Onlus

Attività

Cosa facciamo nel dettaglio

Con un gruppo di ragazzi che si procurano la sopravvivenza nella Lixeira (discarica) di Maputo, capitale del Mozambico, nuovi ed inconsapevoli operatori ecologici all'interno di una microeconomia che nulla getta ma tutto ricicla, abbiamo avviato un laboratorio di foto, video ed elaborazione digitale delle immagini.

A Mundzuku Ka Hina è il nome per il laboratorio scelto dagli stessi allievi e che in lingua Shangan sta per “Il nostro domani”. Ha mosso i primi passi nel giugno del 2009, tra lo scetticismo di tanti e la buona volontà nonché dedizione di pochi. Così come poche erano e sono le risorse finanziarie e quelle umane a disposizione. L'esperienza è partita da un'intuizione ed è stata portata avanti come una sfida, con tutti i rischi che ogni sfida comporta.

Il progetto è finanziato dall'associazione “Basilicata Mozambico” e si inserisce all'interno di un più vasto progetto, “Mamma discarica” che l'associazione porta avanti da diversi anni. 

Una scuola laboratorio di qualità, come riconosciuto dalle stesse autorità locali, unica nel paese, che sta diventando un punto di riferimento sia per i prodotti che per le metodiche adottate.

L'invito, da parte delle autorità, alla Feira Internazionale do Livro di Maputo, quello in occasione dei festeggiamenti del 125° anniversario della fondazione della città di Maputo, oltre ai riconoscimenti ed ai premi ottenuti, ne sono la testimonianza.

Il  nostro, più che una “scuola”, è stato pensato come un laboratorio, una sorta di piccola bottega rinascimentale limitata nel numero degli allievi ed adattata alle specifiche esigenze ambientali e storiche. Consapevoli di operare in una società sospesa tra postmodernismo e prestoricismo. Come nei laboratori artigiani, partiamo dalla pratica sul campo, dal lavoro gomito a gomito tra “maestri” e allievi, per poi desumere dall'analisi dei lavori i presupposti teorici, lasciando comunque che siano gli allievi gli artefici di questo processo.

Ai maestri di bottega, il compito di fornire gli input necessari per spostare o focalizzare l'attenzione, suggerire eventuali direzioni da esplorare, individuare quelle prassi di lavoro atte a stimolare la curiosità e l'interesse dei ragazzi, ottimizzarne le potenzialità, di innescare processi di sintesi, di attivare le capacità di ciascun allievo di recepire e di leggere la realtà. Quindi di restituirla sotto forma di parole e immagini.

Abbiamo privilegiato una forma di apprendimento non lineare ma circolare, che vorrebbe innescare dei processi mentali attivi. Un processo inverso di quello attuato nelle  scuole tradizionali, per lo più passivizzante e, a nostro avviso, l’unico possibile per operare in modo positivo in queste realtà. Abbiamo preferito non lavorare sulla logica consequenziale, cioè sulla prassi studio della teoria/metti in pratica, ma piuttosto abbiamo cercato di lavorare sui  centri di percezione, di stimolare l'intuito, la capacità di sintesi.

Più che oggetti passivi, contenitori da riempire, abbiamo pensato che gli allievi debbano essere soggetti attivi e protagonisti in prima persona del processo formativo e culturale. Autori della scoperta. Interpreti delle proprie potenzialità, che arrivino ad interiorizzare un proprio metodo di scoperta e lettura della realtà. Architetti del proprio sviluppo. Soggetti attivi che riescano ad individuare ed elaborare in proprio un personale stile nella rappresentazione, a riappropriarsi della storia della propria terra.

Nella prospettiva che un giorno siano loro gli artefici della narrazione, della ricerca in loco, della raccolta di un patrimonio umano e culturale che sta andando disperso e della sua elaborazione.

Il laboratorio, oltre che momento di formazione professionale, vuol essere opportunità di scambio e relazione. Un laboratorio di idee e di confronto umanistico in cui convergono diverse esperienze e percorsi di vita, ad ognuna delle quali viene riconosciuta pari dignità. 

Attraverso il continuo confronto e la sospensione del giudizio, le metodiche pedagogiche mirate, si cerca di intercettare la - a volte - caotica vitalità che gli allievi esprimono e di indirizzarla verso una prassi del fare, verso processi creativi mirati e di sviluppare negli allievi quelle capacità di ascolto e osservazione indispensabili per comprendere e interpretare la realtà. Quindi restituirla attraverso l’immagine.

In occasione del 4° step abbiamo avviato un progetto pilota di alfabetizzazione digitale dedicato agli adolescenti della discarica, agli ospiti dell'orfanato gestito dalle suore di Madre Teresa che sorge ai piedi della discarica e ad adolescenti portatori di handycapp fisici. Il progetto ha dato ottimi risultati.

In collaborazione con il Banco Informatico abbiamo inviato in Mozambico 23 computer con cui si sono avviati 2  corsi stabili di alfabetizzazione digitale, uno nel quartiere di Hulene presso la scuola primaria Imaculada, che ospita il laboratorio, l'altro presso la parrocchia di San Joaquim. Alcuni computer sono stati donati all'orfanato di Madre Teresa e a quello che ospita gli adolescenti portatori di handycapp. Con una sorta di effetto a cascata, gli allievi del corso sono diventati i "maestri" dei loro amici ospiti dell'orfanato e delle stesse suore.

Abbiamo intrapreso momenti di formazione per i maestri della scuola primaria che ci ospita ed altri dedicati ai piccoli alunni della scuola primaria. (poesia, pittura, scrittura creativa).

Agli allievi viene garantito il vitto (colazione e pranzo), l'assistenza sanitaria, il materiale scolastico, l'attrezzatura tecnica, un supporto umano e finanziario in caso di tragici imprevisti. Assegnamo, inoltre, borse di studio ai giovani che con il loro lavoro in discarica sono fonte di sostentamento per le famiglie, affinchè possano continuare a sostentare se stessi e le famiglie nei periodi in cui frequentano il laboratorio.

Ad ogni step cerchiamo di trovare il modo per distribuire cibo, vestiario e materiale scolastico al popolo della discarica. Oltre che per motivi "umanitari e di impellenze quotidiane improcrastinabili" anche per mantenere un legame vivo con loro e al tempo stesso interagire con il microcosmo della discarica. 

Una modalità che ci permette di entrare un pò più a fondo nel loro sentire e nella loro mentalità.

All'interno di un percorso di formazione professionale e di confronto umanistico abbiamo prodotto diverso materiale fotografico, video, grafico e letterario di un certo pregio e qualità. Siamo stati invitati a festival e manifestazioni anche di risonanza internazionale, abbiamo ottenuto diversi riconoscimenti e premi.

Abbiamo avviato in Italia e nella nostra regione, la Basilicata,  percorsi di condivisione all'interno delle scuole e dell'università. Abbiamo sperimentato ed esperienziato una diversa modalità di intervento, di approccio pedagogico e formativo.

Partecipano al laboratorio in qualità di maestri di bottega, professionisti volontari provenienti da diverse realtà e città italiane che hanno messo a disposizione del laboratorio la propria professionalità, la propria dedizione, la propria passione, la propria idea di cooperazione e fratellanza tra i popoli.

Un piccolo network della solidarietà che nasce a Matera e si è sviluppato dalla Sicilia a Bergamo, passando da Roma, Firenze, Lucca, Verona e Montebelluna.

Dedizione, passione, pazienza, adattabilità e capacità di ascolto le qualità richieste.

Per motivi economici e di disponibilità delle risorse umane il laboratorio procede per step di 3 mesi l'uno. Step full time, deep immersion. Il laboratorio apre alle 8 di mattina e chiude alle 17,30/19 la sera.

Sei, sette giorni la settimana. I fondi sono limitati, quindi il tempo a disposizione è poco, le cose da fare tante, cerchiamo di ottimizzarli al meglio.

L'obbiettivo immediato è quello di affrancare gli allievi dalla realtà della lixeira (discarica) ed il loro inserimento nel mondo del lavoro. Già 7 allievi sono riusciti a trovare un lavoro come fotografi o grafici presso giornali (Verdade, Savana) o studi grafici, come tutor in corsi di alfabetizzazione digitale. Altri li stiamo avviando alla libera professione di fotografo (matrimoni, festività in generale, reportages etc...) o di grafico. Altri due hanno trovato lavoro nel settore dei trasporti anche grazie alla patente di guida conseguita all'interno dei nostri percorsi di inserimento professionale ed alla formazione "umana" di cui hanno usufruito. Un risultato comunque importante considerata la quasi stagnazione del mercato del lavoro in loco.

Non secondario è il fine di creare percorsi di evoluzione culturale ed umana nei nostri stessi allievi,  affinchè maturino spirito critico e capacità di elaborare e scegliere in proprio, cioè di una autonomia culturale, di innestare principi di responsabilizzazione e la capacità di lavorare in team. Qualità comunque quasi del tutto assenti nei percorsi formativi, non solo scolastici, della società mozambicana, come sottolineato da Aderito, il direttore del giornale Verdade con cui collaboriamo.

Dotare i nostri allievi di una forma mentis che li metta nelle condizioni di confrontarsi con il mondo del lavoro e con la società al di fuori del microcosmo della discarica. Piccole cellule che possano trasmettere valori all'interno della propria società.

Non ultimo, traslando come in un gioco di specchi il concetto di beneficiario, ribadire un principio: Possiamo. Anche in realtà particolari e difficili.

Se riusciamo a lavorare con passione ed amore accompagnate da intelligenza, capacità di ascolto e spirito critico. Ma soprattutto a spogliarci delle nostre aspettative, delle nostre proiezioni, della presunzione di superiorità culturale ed umana, quindi accettare la realtà in cui dobbiamo confrontarci per quella che è. Senza giudicarla, idealizzarla o demonizzarla.

Le metodiche esperienziate, le modalità di intervento, l'approccio pedagogico possono essere un valore aggiunto se riportato anche all'interno del nostro mondo. Comunque replicabile in altre esperienze ed altri campi d'intervento.

Il nostro sogno: realizzare una scuola laboratorio permanente nel bairro. Punto di riferimento per l'intera comunità cittadina e non solo, momento di formazione e di stimolo culturale.