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"Ambiente Pulito" - Marginone

Attività

Cosa facciamo nel dettaglio

L’Associazione“Ambiente Pulito” – Marginone, richiamando attraverso il proprio Statuto le norme vigenti in materia di Volontariato e di Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus.), è un’organizzazione apolitica, aconfessionale, democraticamente strutturata, regolarmente iscritta al Registro regionale delle organizzazioni di volontariato, che si è formata (nel mese di luglio del 2011) e si sviluppa (a tutt’oggi) attraverso la “pubblica sottoscrizione” da parte della cittadinanza, e che, fondandosi sui principi del non profit, della gratuità, della solidarietà, della sussidiarietà e della responsabilizzazione comunitaria, si pone al servizio della comunità.

(1) In particolar modo, come si legge nell’art. 4 dello Statuto il suo scopo è quello di “[…] tutelare il territorio e la relativa comunita’ dalle varie forme di inquinamento che possono insistere sul medesimo, attraverso azioni di advocacy e di contatto e “pressione” rivolte verso i vari enti territoriali ed istituzioni di vario genere competenti in materia”.

L’Associazione, dunque, ha lo scopo di tutelare il territorio, anche in termini di prevenzione primaria, da qualsiasi forma di inquinamento e, per questa via, di preservare la “salute pubblica” che conseguentemente potrebbe risultarne compromessa; tutela che si realizza mediante:

a. una costante e capillare opera di monitoraggio territoriale da parte dei volontari attivi per il rinvenimento delle potenziali “situazioni di degrado ambientale” alla quale si aggiunge la raccolta delle “segnalazioni ambientali” provenienti dalla cittadinanza;

b. la presentazione alle istituzioni competenti in materia di tutela ambientale e di sanità pubblica di “esposti” relativi alle situazioni di problematicità ambientale ed ai correlati stati comunitari di disagio igienico-sanitario che possano insistere sul territorio a seguito diogni possibile forma di inquinamento;

c. la promozione dell’elaborazione da parte delle istituzioni pubbliche, private e di privato sociale competenti in materia ambientale e sanitaria di rilevazioni scientifiche di settore riguardanti il territorio di riferimento;

d. la realizzazione, in termini di prevenzione primaria, di progetti di sensibilizzazione ambientale coinvolgenti l’intera comunità o comunque parti significative di essa;

e. la realizzazione di tutte le “attivita’ connesse” allo scopo primario della “tutela ambientale” così come indicata dallo statuto dell’associazione e, più in generale, dagli ultimi Summit internazionali in ambito di “sviluppo sostenibile”.

La sua azione dà voce, dunque, alla “naturale” esigenza di una comunità di vivere in un territorio “salubremente accogliente”, non degradato da un punto di vista ambientale e non degradante da un punto di vista socio-sanitario.

(2) L’Associazione, conformemente alla sua natura di “advocacy” al servizio dei cittadini, fa parte della “Rete territoriale dei diritti” istituita tramite un protocollo d’intesa tra Cesvot. (Centro Servizi Volontariato Toscana) e Difensore civico regionale allo scopo di rafforzare il sistema di protezione sociale ed offrire un’occasione in più di tutela a coloro che hanno maggiori difficoltà a far valere i propri diritti.

In tale quadro progettuale di “emancipazione sociale”, l’Associazione:

- fornisce informazioni sulle funzioni e le attività del Difensore civico regionale;

- raccoglie le istanze di reclamo e le inoltra al Difensore civico;

- assiste il cittadino nella redazione dell’istanza di reclamo e nei successivi rapporti con il Difensore civico.


- Progettazione sociale per la tutela ambientale e la promozione di "ambienti di vita" equi, solidali e sostenibili -


a. “In dialogo conl’eco-sistema: la narrazione dell’Ambiente per il riconoscimento del Sé”/”Ti racconto l’ambiente del mio Paese”.

- Percorso di sensibilizzazione: promozione del “modelloeco-sistemico” per la lettura, la costruzione ed il mantenimento dei contesti ambientali di vita.

- Soggetti coinvolti: classi III° e IV° della Scuola primaria del Marginone (Istituto comprensivo di Altopascio).

- Metodologia di processo: co-costruzione di significati attraverso “incontri facilitanti” basati sulla partecipazione, il work in progress, il brain storming, la ricerca-azione; sperimentazione e validazione del “modello” proposto attraverso visite di luoghi significativi.

- Coinvolgimento comunitario: “Mostra di fine percorso ambientale”

- Percorso fotografico: Daniela Lazzareschi, Photographer

- Periodo: febbraio- giugno 2012.

- Patrocinio: Provincia di Lucca.

Note: Progetto selezionato come “Buona prassi di collaborazione tra Volontariato e Pubblica Amministrazione” per la rassegna “Dire e Fare” 2012.

b. “Laboratorio di cittadinanza attiva in ambito eco-sistemico”, all’interno di “Estate in Corte”, Laboratori socio-educativi, a cura di “CTG. misericordia & oltre” – Fraternita di Misericordia di Capannori.

- Percorso di sensibilizzazione: conoscenza delle forme di tutela socio-giuridica dell’ambiente; promozione del “modello eco-sistemico/paesaggistico” come strumento di attivazione per l’acquisizione a partire dall’adolescenza di una “cittadinanza ambientale”.

- Soggetti coinvolti: ragazzi dai 10 ai 14 anni della Piana di Lucca.

- Metodologia di processo: co-costruzione di significati attraverso “incontri facilitanti” basati sulla partecipazione, il work in progress, il brain storming, la ricerca-azione.

- Periodo: luglio-agosto 2012.

c. "... Di stile eco-sostenibile...” - La “complessità” per un nuovo modo di pensare, progettare ed agire gli “ambienti di vita".

- Percorso di sensibilizzazione: promozione del “modello paesaggistico” e delle “regole delle 4 R.” per l’introduzione a stili di vita “sostenibili”.

- Soggetti coinvolti: tutte le cinque classi della Scuola primaria del Marginone (Istituto comprensivo di Altopascio).

- Metodologia di processo: co-costruzione di significati attraverso “incontri facilitanti” basati sulla partecipazione, il work in progress, il brain storming, la ricerca-azione; attivazione verso comportamenti responsabili “sostenibili” mediante “Laboratori creativi”; sperimentazione e validazione del “modello” proposto attraverso visite di luoghi significativi.

- Strutturazione organizzativa:

1. Laboratorio dell’immaginario eco-sistemico (Facilitatore: Sergio Sensi, Presidente dell’Associazione e volontario attivo).

2. Laboratorio della cittadinanza attiva (Facilitatori: Cristina Di Michele. Avvocatessa specializzata nella mediazione familiare, volontaria attiva – Giuseppe Ferretti, Sovrintendente della Polizia di Stato, collaboratore esterno).

3. Laboratorio dell’educazione alimentare (per la parte teorica, Facilitatore: Elena Carmignani, Biologa Nutrizionista, volontaria attiva; per la parte pratico-sperimentale, Facilitatori: Adriana Ghiloni e Gloria Michelotti, volontarie attive).

4. Laboratorio del riuso creativo (Facilitatore: Ombretta Suffredini, volontaria attiva).

5. Laboratorio di falegnameria (Facilitatori: Pier Luigi e Roberto Benedetti, volontari attivi)

- Coinvolgimento comunitario: “Seminario e Mostra difine percorso ambientale”, “Mercatino del riuso creativo”.

- Percorso fotografico: Daniela Lazzareschi, Photographer

- Periodo: novembre 2012 – giugno 2013

- Patrocinio: Provincia di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

- Note: progetto selezionato come "buona prassi" nell'ambito del progetto "Volontariato e Pubblica Amministrazione Buone Prassi di collaborazione" svolto dal Centro Nazionale per il Volontariato, Cesvot, Anci Toscana e UPI. e presentato al "Festival del Volontariato 2014".

d."... Del gusto eco-sistemico...” - Tra pubbliche visioni e private degustazioni.

- In collaborazione con: “La Magione del Tau”, Taverna,Enoteca, Wine Art - Dr.ssa Elena Carmignani, biologa-nutrizionista - Daniela Lazzareschi, Photo grapher

- Percorso di sensibilizzazione: promozione di uno “stile alimentare sostenibile” basato sulla “filiera corta”, sul “terroir” e sull’”élevage”.

- Soggetti coinvolti: comunità territoriale di riferimento.

- Metodologia di processo: co-costruzione di significati in un contesto “ludico conviviale” attraverso tre “momenti facilitanti”: “momento figurativo” (esposizione di fotografie che ritraggono la “filiera corta” dei prodotti alimentari), “momento conoscitivo” (illustrazione delle caratteristiche organolettiche-nutrizionali e socio-culturali di un “paniere alimentare sostenibile”) e “momento degustativo” (riscoperta dei sapori tradizionali della “filiera corta”).

- Periodo: “Momento figurativo”: 7-31 gennaio 2013.“Momento conoscitivo” e “Momento degustativo”: 27 gennaio 2013.

A partire dal 15 aprile 2013 “progetto itinerante” nei locali in cui si promuove l’”alimentazione sostenibile”.

- Patrocinio: Provincia di Lucca.

Note: Progetto partecipante a “Villaggio Solidale”, Festival del Volontariato 2013 ed a "Ville in fiore" 2013, alla "XXV° Mostra delle Antiche Camelie della Lucchesia" 2014.

e. “Sportello di cittadinanza sociale” - Per un’ecologia dei rapporti sociali.

- In collaborazione con: Istituto comprensivo Altopascio – Scuola primaria Remo Teglia, Marginone.

- Obiettivo primario: restituire “cittadinanza” ai singoli individui attraverso degli specifici “momenti” di supporto sociale inerente le aree significative del vivere (sicurezza ambientale, sicurezza sociale, mediazione istituzionale, mediazione familiare e delle reti primarie, ristrutturazione cognitivo-comportamentale, educazione alimentare).

- Principi ispiratori:

a) ”empowerment comunitario” e “community care”, in base ai quali la comunità è sempre e comunque, anche nei periodi di criticità, provvista di “risorse”, seppur latenti, che possono essere attivate e potenziate affinché la medesima, in un’azione che da se stessa parte, si prenda cura dei suoi membri;

b) “lay care system”, in base al quale, una volta che le “risorse sociali”, in termini di “competenza comunitaria”, siano state attivate da alcuni membri della comunità, non solo determineranno nell’immediato un aumento di benessere, ma, in un circuito virtuoso, si propagheranno anche ad altri soggetti, in modo tale che, in un percorso di autodeterminazione sociale, si genererà una comunità sempre più responsabile, non delegante e competente;

c) “learning and changing by doing”, in base al quale il cambiamento non avverrà individualmente su base teorica, quanto piuttosto nell’interdipendenza comunitaria attraverso un percorso che, pur necessariamente avvalendosi della comunicazione e passando attraverso il filtro cognitivo, approderà sempre all’agito, come scambio di risorse e competenze;

d) “mediazione sociale”, in base al quale l’”ambiente di vita” è concepito come il “sistema-tutto” al cui interno sono contenuti tutti gli altri sotto-sistemi significativi (quello antropico, a sua volta suddiviso in relazionale primario e secondario, e quello naturale anch’esso ripartito in altri sotto-sistemi, come ad esempio quello della flora e della fauna e così via verso altri livelli): in ultima analisi, il benessere individuale e collettivo dipende, specie nelle società altamente stratificate e ad alta conflittualità, dalla possibilità/capacità di recupero della “competenza” nella mediazione tra i vari sotto-sistemi che, tendenzialmente, sono in un rapporto di “legame irrinunciabile”.

- Struttura organizzativa: articolato su di una relazione (come relazione di significato tra due soggetti della stessa comunità) tra un “Facilitatore” ed il Cittadino, singolo od all’interno di un “gruppo con storia”, che:

(1) agevola la separazione tra questo e la sua precedente identità, se non stigmatizzata, sicuramente problematica e tendente alla cronicizzazione,

(2) favorisce lavalutazione del Sé in termini non devianti e, comunque, non passivizzanti;

(3) nella contemporanea proiezione del soggetto all’interno delle risorse comunitarie ancora esistenti, malgrado la tematizzazione negativa della comunità a seguito dell’insorgenza e del consolidamento di fenomeni di disgregazione e di stratificazione sociale.

- Sezioni tematiche:

(1) “Sezione ambientale” (Facilitatore: Sergio Sensi, Presidente e volontario attivo,formato sulle “azioni di advocacy e di tutela dei diritti”) dedicata alla tutela ambientale attraverso un’azione di raccolta delle segnalazioni comunitarie di violazione e danno ambientale ed un’attività di sensibilizzazione ai principi normativi e sociali in materia.

(2) “Sezione della Rete di tutela dei diritti” (Facilitatore: Sergio Sensi, Presidente e volontario attivo, formato sulle “azioni di advocacy e di tutela dei diritti”) dedicata al rafforzamento del sistema di protezione sociale ed ad un’opera generale di “mediazione istituzionale” a favore del cittadino attraverso la “Rete di tutela dei diritti” (di cui fa parte l’Associazione), così come configurata dal protocollo d’intesa tra il CESVOT. e il Difensore civico regionale.

(3) “Sezione della sicurezza sociale” (Facilitatore: Giuseppe Ferretti, Sovrintendente della Polizia di Stato, collaboratore esterno) dedicata ad un’azione di “mediazioneistituzionale” favorente una “giustizia riparativa”, quale fondamento dell’”ordine pubblico”, ed attraverso la quale il cittadino verrà informato e guidato nei percorsi ufficiali per la “segnalazione” di danno alla persona e/o ai beni alle Forze dell’ordine competenti per territorio e materia.

(4) “Sezione della mediazione familiare e delle reti primarie” (Facilitatore: Cristina Di Michele, Avvocatessa, specializzata nella mediazione familiare, volontaria attiva) dedicata ad un’opera di mediazione familiare ed all’interno delle reti primarie (scuola, vicinato, rete lavorativa e così via) al fine di ristrutturare, in via preventiva o riparativa, attraverso il coinvolgimento dei cittadini, la fisiologia delle relazioni significative, nel mantenimento o nel cambiamento.

(5) “Sezione della ristrutturazione cognitiva e comportamentale” (Facilitatore: Lisa Carrara, Psicologa, volontaria attiva): dedicata ad un’azione di consulenza psico-sociale individuale mirata al recupero, rafforzamento e sviluppo di competenza nel fronteggiamento delle criticità all’interno degli ambiti di vita significativi, nelle specificità generazionali e di genere, al fine di prevenire l’insorgenza di disagio e di disadattamento nella persona o forme di cronicizzazione in tal senso.

(6) “Sezione dell’educazione nutrizionale” (Facilitatore: Elena Carmignani, Biologa Nutrizionista, volontaria attiva) dedicata ad un’opera di “educazione alimentare” attraverso la quale il cittadino (come singolo o come gruppo organizzato), in base alla propria condizione di salute ed al proprio status sociale, sarà indirizzato verso la “dieta ideale” sia dal punto di vista individuale (in riferimento alla globalità delle sue peculiarità) sia da quello eco-sistemico (scelta di prodotti alimentari “sostenibili” a filiera corta e con “impronta ecologica light”).

(7) “Sezione del Segretariato Sociale” (Facilitatore: ogni Facilitatore dello Sportello, separatamente od in équipe) dedicata, conformemente a quanto previsto dall’art. 22, della L.328/’00 (“Informazione e consulenza alle persone e alle famiglie per favorire la fruizione dei servizi e per promuovere iniziative di auto-aiuto”), alla promozione della conoscenza da parte del cittadino della “mappa territoriale” dei servizi sociali necessari per l’autodeterminazione personale, del gruppo edel contesto di appartenenza. Funzione che verrà svolta, a seconda della natura dei casi e delle richieste, dai singoli Facilitatori separatamente, in riferimento al proprio ambito d’intervento, o dagli stessi in un lavoro d’”équipe” per le casistiche multiproblematiche.

- Periodo: a partire dal mese di aprile 2013.

- Patrocinio: Provincia di Lucca.

f. Seminario 'Sui percorsi del progetto “Di stile eco-sostenibile”'. Dalla sinergia Volontariato-Scuola al confronto con il territorio per immaginare lo “sviluppo sostenibile”

- In collaborazione con: Scuola primaria “Remo Teglia”, Marginone - Istituto comprensivo Altopascio.

- Obiettivo primario: promuovere “sinergie territoriali competenti” per la progettazione di “ambienti di vita” sostenibili.

- Tematiche affrontate:

1. Prima sessione.

a. Il ruolo delle Organizzazioni di Volontariato nell’empowerment comunitario per la creazione di una comunità sostenibile. La rete sociale come fondamento dell’eco-sostenibilità.

b. I percorsi di “progettazione sperimentale” nella Scuola primaria in sinergia con le Organizzazioni di Volontariato per la riattivazione nel bambino dell’immaginario eco-sistemico.

c. Le polisemie ambientali ed il senso di appartenenza eco-sistemico nel bambino e nell’adulto: aspetti cognitivi e comportamentali a confronto.

d. Il “Laboratorio dell’immaginario eco-sistemico”. La restituzione figurativa del bambino: dalle polisemie ambientali al pensiero eco-paesaggistico.

e. Il significato della sperimentazione del “Laboratorio dell’immaginario eco-sistemico” nei percorsi di apprendimento scolastico. Il racconto dei protagonisti.

2. Seconda sessione.

a. L’esperienza dei “Laboratori creativi”: la collaborazione tra Scuola e Volontariato per la creazione di un percorso di autodeterminazione degli adulti del domani.

b. Il “Laboratorio dell’educazione nutrizionale”: la riscoperta della “sostenibilità” alimentare.

c. Il significato della sperimentazione del “Laboratorio dell’educazione nutrizionale” nei percorsi di apprendimento scolastico. Il racconto dei protagonisti.

d. Il “Laboratorio del Riuso creativo”: uno dei cardini dello “sviluppo sostenibile”: il principio delle “4R.”.

e. Il significato della sperimentazione del “Laboratorio del Riuso creativo” nei percorsi di apprendimento scolastico. Il racconto dei protagonisti.

f. Il “Laboratorio di Cittadinanza attiva”: il significato di “responsabilità sociale” per il bambino: verso l’acquisizione di ”comportamenti sostenibili”. Il racconto dei protagonisti.

- Periodo: 3 e 4 giugno 2013.

- Patrocinio: Provincia di Lucca - CESVOT. (Centro Servizi Volontariato Toscana).

g. “Laboratorio dell'immaginario eco-sistemico”, all’interno del progetto socio-educativo “Estate in Corte, Inverno in Sede”, a cura di "Fraternita di Misericordia di Capannori" - “CTG. misericordia & oltre”

- Percorso di sensibilizzazione: promozione del "pensiero complesso", del “modello paesaggistico” e delle “regole delle 4 R.” (nell'insieme, di una "mente eco-sistemica") per l’introduzione a stili di vita “sostenibili” e l'acquisizione di una "cittadinanza ambientale".

a. "Sezione dell'attivazione cognitiva": proiezione di filmati "significativi" e relativa rielaborazione tematica.

b. "Sezione dell'attivazione comportamentale": introduzione al principio delle "4R." e pratica del "riuso creativo".

- Soggetti coinvolti: ragazzi dai 6 ai 14 anni della Piana di Lucca.

- Metodologia di processo: co-costruzione di significati attraverso “incontri facilitanti” basati sui principi del group-work, della partecipazione, della responsabilizzazione, dell'integrazione sistemica, interpersonale ed ambientale, del work in progress, del brain storming e della ricerca-azione.

- Periodo: luglio-agosto 2013.

h. "... Eco-narrazioni...” – Di quell’alleanza tra ecologia e comunicazione.

- Percorso di sensibilizzazione:

- sviluppo e promozione dei principi e dei valori indicati in:

1. “Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile” (DESS.), proclamato per il periodo 2005-2014 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e coordinato nell’attuazione dall’UNESCO;

2. “Strategia per l’educazione per lo sviluppo sostenibile”, Ministri dell’Ambiente e dell’Istruzione dei Paesi dell’area UNECE. (United Nations Economic Commission for Europe), 2005;

3. “Convenzione Europea del Paesaggio”, adottata dal Comitato dei Ministri della Cultura e dell'Ambiente del Consiglio d'Europa nel 2000 e ratificata dall’Italia nel 2006;

4. “Carta europea riveduta della partecipazione dei giovani alla vita locale e regionale”, Congresso dei poteri locali e regionali d’Europa (CPLRE.), 2003;

5. “Linee guida per l’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile”, predisposte di concerto tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, 2009;

- per l’affermazione nelle nuove generazioni di un “pensiero critico complesso” strutturato secondo il “modello paesaggistico”, la “sostenibilità comportamentale”, la “regola delle 4R.” e la “partecipazione comunicativa”.

- Soggetti coinvolti: classi terza e quarta della Scuola primaria del Marginone (Istituto comprensivo di Altopascio).

- Metodologia di processo:

a) co-costruzione di significati e di valori “sul, per e nell’ambiente di vita” attraverso “incontri facilitanti” basati sui principi operativi del “group-work” (favorire il cambiamento avvalendosi delle dinamiche di gruppo, veicolandolo attraverso il processo circolare di inter-azione), della “ricerca-azione” (ricerca di senso nei comportamenti in atto e cambiamento attraverso lo stesso agito in corso), del “work in progress” (combinazione tra strutturazione e relativa razionalità rispetto allo scopo/obiettivo sociale ed elasticità, come risposta “adattogena” alle dinamiche in corso), del “brain-storming” (formulazione libera di più pensieri, ritenuti “risolutori” dai soggetti che li hanno esternati, intorno ad una situazione “problematizzata”), del “problem-solving” (selezione delle varie idee formulate per addivenire ad una sintesi concettuale che rappresenti l’effettiva soluzione – o a questa si avvicini - della situazione problematica), del “cooperative learning” (apprendimento mediante pratiche circolari condivise ed in specie attraverso il coinvolgimento emotivo e cognitivo del gruppo), dello “storytelling” (favorire la comprensione e l’apprendimento di un determinato fenomeno e/o agevolare il problem solving attraverso la narrazione di storie che possono anche direttamente appartenere al vissuto di colui che è coinvolto nello stesso processo di apprendimento) del “lavoro attraverso le immagini e la comunicazione in genere” e del “photolangage” (il nuovo modo di argomentare che avvierà verso il cambiamento sarà veicolato, impiegando tutte le tecniche precedentemente elencate, attraverso il “sistema immagini” ed in particolare attraverso la “comunicazione”);

b) attivazione verso la “progettualità sostenibile” mediante “Laboratori della partecipazione e della sperimentazione”;

c) sperimentazione e validazione del “modello” proposto attraverso visite di luoghi significativi.

- Strutturazione organizzativa: il percorso progettuale assume nella sua complessità la struttura del “Laboratorio della partecipazione e della sperimentazione” articolato su tre aree tematiche:

(1) “Laboratorio della media education”: dove verranno proposti ai bambini dei cartoni animati (differenziati per provenienza) aventi quale tematica prevalente (a) la relazione eco-sistemica, in generale, e (b) la sostenibilità alimentare, in particolare, considerando che la “Giornata Mondiale dell’Ambiente” (WED. – “Think. Eat. Save.”) 2013, varata all’interno del “Programma ambientale delle Nazioni Unite” (UNEP.), è stata dedicata proprio a questa specifica tematica dello “sviluppo sostenibile”. Visione seguita dall’individuazione di “concetti chiave” e, successivamente, dalla creazione di un mega-fumetto promotore di un messaggio di sensibilizzazione allo “sviluppo sostenibile”.

(2) “Laboratorio del riuso creativo e di falegnameria”: attraverso la creatività manuale, si inizia il bambino a quella sobrietà comportamentale inscritta nel cosiddetto principio delle “4R.” che, ripreso nel suo significato complessivo dall’attuale testo unico sull’ambiente, mira a ridurre la produzione di rifiuti (una delle maggiori criticità eco-sistemiche) avvalendosi delle pratiche della Riduzione (alla fonte), del Riuso, del Riciclo e del Recupero (di energia). Il bambino, sensibilizzato teoricamente su tale principio, potrà liberamente agire la R. del Riuso, trasformando degli oggetti considerati inutili in oggetti di utilità: all’oggetto-rifiuto verrà regalata, così, una nuova vita, alleggerendo, per questa via, l’impronta ecologica umana gravante sull’ambiente di vita.

(3) ”Laboratorio della scoperta territoriale”: attraverso delle escursioni mirate, aventi come luoghi di visita ambienti di vita differentemente antropizzati, il bambino, nella “lettura” degli stessi, è invitato ad impiegare tutti quei concetti appresi in aula, verificandone così l’utilità pratica e la tenuta in un contesto di realtà.

- Coinvolgimento comunitario: “Mostra di fine percorso ambientale”

- Percorso fotografico: Daniela Lazzareschi, Photographer

- Periodo: novembre 2013 – giugno 2014

- Patrocinio: Provincia di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

i. "... Genius Loci & Modus Costruendi...” - Le “Dimore lucchesi” svelano i segreti della “Bioarchitettura” (Parte I°: “Villa Lazzareschi”, Camigliano – “Villa Mazzarosa”, Segromigno in Monte – “Villa Tani”, Pieve San Paolo).

- Percorso di sensibilizzazione: promozione dei principi portanti della Bioarchitettura - ecologia, geobiologia, feng-shui, architettura bioclimatica, architettura vernacolare ed architettura organica vivente – mediante la ri-lettura di tre diverse tipologie di “Dimore storiche lucchesi” del capannorese (“Villa monumentale”, “Villa di rappresentanza” e “Villa rurale”) quale casistica ante litteram di architettura eco-sistemica.

- Soggetti coinvolti: comunità territoriale di riferimento ed apertura verso altre realtà territoriali.

- Metodologia di processo: In riferimento alla metodologia di lavoro sono da distinguere tre momenti:

1. un primo momento teorico-valoriale dove, per la specifica tematica della bioarchitettura, il Progetto si rifà a quella forma di “educazione diffusa e partecipata permanente” delineata nel“Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile” (DESS.) 2005-2014,dell’UNESCO., che si caratterizza per essere:

1. interdisciplinare ed olistica;

2. orientata ai valori;

3. capace di sviluppare il pensiero critico ed il problem solving;

4. multi-metodologica;

5. localmente rilevante;

6. universale nello spazio e nel tempo;

realizzando, così, i valori sociali base dello sviluppo sostenibile indicati nell’”Agenda 21”:

1. governance;

2. corresponsabilizzazione;

3. visione condivisa;

4. trasversalità;

5. partenariato;

6. miglioramento continuo.

2. un secondo momento pratico-esecutivo, suddivisibile a sua volta in tre passaggi consequenziali:

1° fase. CONOSCENZA:ha come scopo la conoscenza delle “Dimore lucchesi” inserite nel progetto quale “oggetto” di indagine.

La conoscenza si realizzerà attraverso dei “colloqui-intervista” rivolti direttamente ai proprietari delle stesse dimore.

Attraverso il colloquio:

- da un lato, si cercherà di contestualizzare storicamente la dimora, portando avanti un’indagine sociale (si tenterà di individuare le ragioni che portarono alla sua edificazione, il ruolo svolto durante la storia e la sua posizione valoriale nel reticolo comunitario del passato e del presente);

- dall’altro, la si contestualizzerà nel passato e nel presente da un punto di vista ambientale, conducendo un’analisi bioarchitettonica.

Dai due fronti di indagine si ricaveranno delle “schede analitiche” che, interpretando la dimora quale organismo edilizio vivente, costituiranno una mappa per la fase successiva ed un “canovaccio” per la presentazione delle dimore nei vari eventi di sensibilizzazione.

2° fase.FIGURAZIONE: il progetto, per sensibilizzare la comunità ai temi della bioarchitettura, si avvarrà in via principale del registro comunicativo della figurazione: la fotografia e gli “schizzi” di pittura.

- Guidati dagli aspetti salienti emergenti dalle “schede analitiche” elaborate nella fase della conoscenza ed attraverso la visita della dimora verranno fatte delle “fotografie chiave”: degli scatti che riprodurranno le rilevanze bioarchitettoniche della dimora (“verità architettonica”): la sua collocazione nel genius loci ambientale, i suoi materiali di costruzione, le sue forme architettoniche, la sua articolazione interna e così via: in particolar modo il momento fotografico dovrà carpire l’anima della struttura, quella componente specifica che distingue una dimora dall’altra, malgrado la loro unica appartenenza all’architettura organica vivente.

- Gli “schizzi” di pittura, pur seguendo la stessa logica operativa della fotografia, vogliono richiamare alla mente una componente più intimistica (“verità emozionale”): attraverso i colori impiegati ed i tratti disegnati si vuole evocare, nel presente, quell’intimo rapporto tra l’uomo e la sua domus: in un certo senso, lo schizzo è ideale per richiamare alla memoria l’organicità tipica dell’architettura organica vivente.

3° fase. SENSIBILIZZAZIONE: è il momento “terminale” del progetto, di contatto con la comunità, dove i due passaggi figurativi, fotografia e “schizzi” di pittura, funzioneranno come “attivatori” dell’immaginario collettivo: ambedue rappresentano un primo invito alla mobilitazione ed alla ristrutturazione mentale, pur con le loro differenze.

La sensibilizzazione corre su due binari: quello dell’immaginazione (fotografia) e quello dell’emozione (pittura):

- il primo suggerisce allo spettatore l’esistenza oggettiva di un modus costruendi eco-sistemico già praticato (anche nella sua funzionalità), differente ed alternativo rispetto a quello maggioritario odierno, tendenzialmente “non sostenibile”;

- il secondo suggerisce all’osservatore che una determinata modalità di edificare, quella che dà alla struttura una sua dimensione individuale, una sua anima, ha la virtù di coinvolgere emotivamente la persona, di favorire dinamiche di rispecchiamento, generando “senso di appartenenza e di condivisione”e conseguentemente di rispetto, diversamente da quanto accade con la fredda edilizia meccanicistica odierna suscitante “senso di separatezza e di anonimia”.

Questi due movimenti, uno cognitivo, l’altro affettivo, suscitati dalla rappresentazione delle “Dimore lucchesi” consentiranno, quanto meno, diintrodurre lo spettatore all’universo della bioarchitettura: il momento figurativo, centro di attrazione dell’interesse, sarà, infatti, supportato da un “accompagnamento descrittivo”, affidato ad un “facilitatore”, piuttosto che a delle schede, privilegiando sempre una modalità interattiva di coinvolgimento. “Accompagnamento descrittivo” attraverso il quale, nella narrazione dellespecificità emergenti dalla figurazione delle dimore, verrà sottolineata l’attualità (anche in termini di necessità) della bioarchitettura.

La sensibilizzazione, a questo livello, costituisce il primo passo verso il cambiamento degli stili di vita relativi all’ambiente costruito: il suo obiettivo primario, attraverso la partecipazione a vari eventi pubblici e l’organizzazione di eventi ad hoc,è quello di instillare un primo dubbio nell’immaginario collettivo intorno alla praticabilità/sostenibilità dell’attuale modo di edificare (quello che per brevità è stato indicato come “meccanicistico”) che, da tempo, ha dimostrato i suoi limiti in termini di salute individuale (fisica e psichica della persona), di relazione sociale (favorendo processi di chiusura, di anonimia e di estraneità sociale) e di eco-compatibilità (nella forma, nei materiali di costruzione e nelle tecniche legate al comfort climatico).

3. un terzo momento legato specificamente alla “fase di sensibilizzazione” dove emerge la sua natura peculiare legata alla “partecipazione ed attivazione collettiva”.

Il Progetto vuole favorire la massima accessibilità comunitaria al percorso di recupero e di valorizzazione dell’”architettura sostenibile”: uno degli elementi primari di salvaguardia dell'eco-sistema.Ne consegue che il metodo prescelto,puntandoadun alto coinvolgimento sociale, nonsolo dal puntodi vista quantitativo, ma anche e soprattutto qualitativo, pur non svilendogliaspetti più propriamente scientifici, non è centrato su di una forma comunicativa educativa tipicamente "accademica" (che rischierebbe di mancare l'obiettivo perseguito), quanto piuttosto su di una forma "ludico-conviviale" che riproduce la naturalezza dei rapporti sociali: l’evento pubblico come luogo di incontro e di confronto comunitario; come “forum” di argomentazione intorno ad una tematica di rilievo sociale attraverso la “proposta mirata” (il percorso figurativo delle “Dimore lucchesi”).

- Periodo: “Momento teorico-valoriale” e “Momento pratico-esecutivo”: settembre 2013 – marzo 2014. “Momento di sensibilizzazione”: a partire dal mese di aprile 2014 “progetto itinerante” in vari eventi pubblici del territorio.

- Percorso fotografico: Daniela Lazzareschi, Photographer – Sergio Sensi, Fotografia per passione.

- Percorso pittorico: Mariann Cordoni, Natural-Mente pittura.

- Consulenza psico-sociale: Lisa Carrara, psicologa.

- Patrocinio: Provincia di Lucca.

Note: Progetto partecipante a “Festival del Volontariato 2014”, a "Ville in fiore 2014”.

Corsi di formazione per le Organizzazioni di Volontariato:

- "Volontariato di advocacy e difesa dei diritti" - Centro Servizi Volontariato Toscana (CESVOT.), in collaborazione con Ass. Centro Culturale Don Lorenzo Milani.

- "Il volontariato che cambia l'Italia" - Workshop formativo - Centro Nazionale per il Volontariato (CNV.).

- "Spazio ai giovani" - Percorsi per fornire strumenti di incontro e relazione con il mondo giovanile - Centro Servizi Volontariato Toscana (CESVOT.), Centro Nazionale per il Volontariato (CNV.).

                        Sergio Sensi
(Pres. Ass. "Ambiente Pulito" - Marginone)